Software Aedes.ACM

Aedes.ACM è un software per l'analisi degli interventi locali sulle pareti in muratura, conforme alla Normativa tecnica nazionale (D.M. 17.1.2018 e relativa Circolare 2019, con documenti collegati) e Regionale (Orientamenti 2010 della Regione Toscana;  Parere del Comitato Tecnico Scientifico, 2012, della Regione Emilia Romagna).
E' possibile analizzare varie tipologie di intervento, sia con inserimento di telai di cerchiatura in c.a. e/o acciaio nei vani della parete, sia con altre tecniche quali la realizzazione di intonaci armati. Più interventi possono essere combinati tra loro, ad esempio un telaio in acciaio associato a rinforzo con intonaco armato sui maschi murari adiacenti.



La verifica di sicurezza è condotta considerando la parete nel suo complesso, effettuando il confronto fra Stato Attuale e Stato di Progetto in base a: 
rigidezza, resistenza (forza ultima), capacità di spostamento allo state limite ultimo SLV e di esercizio SLD, energia dissipata
E' così possibile inquadrare l'intervento fra Riparazione locale, Miglioramento o Adeguamento sismico, coerentemente con le disposizioni normative sugli edifici esistenti. 
Come per ogni software Aedes, i parametri di calcolo sono sotto il completo controllo del progettista. 
La documentazione di ACM include le procedure di validazione, attraverso confronti fra calcoli manuali e risultati delle elaborazioni del software.
Nella manualistica sono confluiti i contenuti del libro di Francesco Pugi "Aperture e Cerchiature in Murature portanti ", 2011, ALINEA Editrice. 

Un estratto dalla Presentazione del libro, a cura del Dott. Ing. Fausto Giovannardi, già Direttore della prestigiosa rivista 'Ingegneria Sismica':
" (…) dobbiamo riconoscere che è cresciuta la consapevolezza che in un paese come l’Italia, che ha la fortuna di avere un enorme patrimonio di borghi antichi, centri storici, e che è però soggetto a ricorrenti terremoti, il futuro della sicurezza sta in gran parte nella capacità d’intervenire sul patrimonio edilizio esistente, con criterio, capacità ed intelligenza.
In questa logica una grande importanza assume il ruolo degli “interventi locali”, introdotti con le nuove norme, in aggiunta a quelli di miglioramento ed adeguamento sismico, già presenti nel D.M.16.1.1996.
Concetti nuovi sono stati introdotti, come i “livelli di conoscenza”, i “fattori di confidenza”, e soprattutto la “valutazione della sicurezza” che deve accompagnare ogni intervento sul costruito, ed in aggiunta alle verifiche di resistenza, quelle su rigidezza e duttilità, che non devono variare significativamente.
Una nuova apertura in un muro maestro o il suo spostamento non è più, giustamente, un’operazione ordinaria, e richiede un progetto qualificato che non è solo un calcolo giustificativo, ma bensì analisi, studio, conoscenza.
Un aiuto in questo senso ci viene dai lavori di Francesco Pugi sugli edifici in muratura. Libri meditati ed approfonditi e programmi di calcolo, oramai indispensabili per aiutare ad affrontare e risolvere l’analisi di problemi complessi, senza dimenticare il cantiere, vero “modello” in cui si concretizzano tutti i saperi."
 

Telai di rinforzo in Acciaio e in Cemento Armato: per l’Acciaio, le sezioni vengono scelte nell’archivio di tutti i profili, già presente in dotazione al programma; possono inoltre essere definiti profili personalizzati. Possibilità di specificare montanti calastrellati, costituiti da angolari ancorati nella muratura. Per il Cemento Armato i momenti di snervamento, per la definizione delle forze orizzontali resistenti, vengono valutati con le formulazioni classiche della pressoflessione a stato limite ultimo.
 


- Analisi dei Carichi sull’architrave, con distribuzione triangolare dell’influenza della muratura sovrastante. Possibilità di considerare carichi distribuiti e concentrati. 
Verifiche di resistenza (SLU) e di deformabilità (SLD) dell’architrave. 
Giunti saldati o bullonati in sommità e alla base: classificazione con metodo per componenti (§6, EN 1993-1-8:2005).
- Calcolo della cerchiatura in base all’equivalenza meccanica con la porzione di muratura rimossa. 
Curva di capacità del telaio: l'analisi FEM del telaio, a portale o chiuso considerando anche il traverso inferiore, sotto azione orizzontale crescente, conduce alla curva di capacità caratterizzata dalle crisi progressive dei componenti strutturali (giunti, montanti, architrave, traverso inferiore). 
 

Analisi di una parete piena e/o forata, nello Stato Attuale e nello Stato di Progetto, con determinazione della curva di capacità della parete. 
Le eventuali cerchiature presenti nella parete sono collegate alle singole cerchiature analizzate nel programma. 
- La parete può avere sommità inclinata, anche con colmo intermedio, per rappresentare adeguatamente le strutture poste sotto la copertura dell'edificio.
- Nella parete possono essere presenti: aperture con o senza telaio di cerchiatura. 
La parete viene scomposta automaticamente in maschi murari determinati dalla posizione delle aperture.
 


- Oltre alle aperture vere e proprie, è possibile modellare nicchie e cavità presenti nella parete, il cui effetto è l'indebolimento della resistenza. 
- Per ogni singolo maschio murario è possibile definire un intervento utilizzando i coefficienti correttivi definiti nella Tab. C8.5.II della Circolare 7 del 21.1.2019, o, in alternativa, agendo direttamente sui singoli parametri meccanici. 
- Ipotesi di comportamento bilineare o trilineare, con effetti della parzializzazione sulla rigidezza (rigidezza fessurata), e scelta del vincolamento in sommità (doppio incastro, mensola o vincolamento intermedio). 
Verifiche a pressoflessione complanare, taglio per scorrimento, taglio per fessurazione diagonale per comportamento irregolare o regolare (taglio 'a scaletta'), e vincolamento dipendente opzionalmente anche dalla resistenza delle fasce murarie a pressoflessione e a taglio.
- Verifica strutturale in base a rigidezza, resistenza, capacità di spostamento agli stati limite ultimo SLV ed di esercizio SLD, energia dissipata.
Varie opzioni sulla definizione delle zone rigide in sommità o alla base dei singoli maschi murari permettono di valutare correttamente le rigidezze e quindi di tenere sotto controllo la variazione massima richiesta per qualificare l'intervento nell'ambito della Riparazione Locale. 
Con ACM vengono quindi esaminate: anzitutto le singole aperture, con architravi o telai, e in secondo luogo le pareti, dove gli elementi di rinforzo sono collegati a quelli definiti per le aperture, analizzandone il comportamento prima e dopo l’intervento, secondo le procedure richieste dalla Normativa per la progettazione antisismica.
In seguito all'analisi locale della parete, l'intervento viene classificato - conformemente al D.M. 17.1.2018 - come Riparazione locale o Miglioramento, oppure viene evidenziata la necessità dell'Adeguamento sismico.
 

CURVA DI CAPACITA' DEL TELAIO DI CERCHIATURA

Definita l'apertura in una superficie muraria, che sia una porta o una finestra, ed attribuita a questa un telaio di rinforzo (cerchiatura), per il telaio è necessario definire il diagramma forza-spostamento, ossia la sua curva di capacità, per poterla poi assemblare con le curve di comportamento dei maschi murari ed ottenere così la curva complessiva della parete nella quale il telaio è inserito.


 

Il diagramma non-lineare viene costruito con metodo FEM, considerando il telaio chiuso o a portale (formato dai montanti, dall'architrave e dal traverso inferiore), con eventuali molle rotazionali ai nodi corrispondenti ai giunti semi-rigidi. 
Le crisi progressive possono essere di tipo flessionale o tagliante per tutti i componenti del telaio (aste e giunti). 


 

Il comportamento del telaio prevede la possibilità sia di nodi di sommità liberi di ruotare, sia a rotazione impedita (modello shear-type: in tal caso, nella verifica di sicurezza della parete viene eseguito il controllo della pressione nella muratura per convalidare il vincolo shear-type).
Nell'immagine precedente, sulla sinistra sono rappresentati i diagrammi di sollecitazione corrispondenti al passo corrente della curva di capacità del telaio. Sforzi normali, tagli, momenti e deformata possono così essere esaminati nel corso del processo incrementale non lineare degli spostamenti. 

GIUNTI SALDATI O BULLONATI

I giunti, saldati o bullonati, sono classificati secondo il metodo per componenti proposto dall'EuroCodice 3 (EN 1993-1-8: 2005), in base a rigidezza (cerniera, semi-rigido con definizione nel nodo della corrispondente molla rotazionale, oppure rigido) e a resistenza (cerniera, a parziale o a completo ripristino). 


Il software ACM elabora la curva di capacità del complesso muratura+cerchiatura attraverso l'assemblaggio dei diagrammi di comportamento dei maschi e del telaio. 
Per il telaio, la curva di capacità viene elaborata tramite l'analisi dello schema statico, considerando rigidezza, resistenza e capacità deformativa dei suoi componenti: i profili (montante, architrave. e traverso inferiore in caso di telaio chiuso) ed i collegamenti (giunti). 

Fra le possibili ipotesi di lavoro, è molto importante la modalità con cui viene schematizzato il vincolamento interno del nodo colonna-trave
La rotazione del nodo di sommità colonna-trave può essere considerata nulla a priori (lo schema statico del telaio è piano, e si tratta della rotazione del nodo nel piano verticale). 
Questa ipotesi può essere applicata quando vi è un buon ammorsamento dell'architrave nella parete, in grado di garantire il comportamento shear-type del telaio. 
In tal caso, il giunto viene classificato trascurando le componenti di base relative alle ali e all'anima della trave e agli irrigidimenti nell'anima della trave.

Fra i risultati dell'elaborazione di calcolo relativa al comportamento della parete in cui è inserito il telaio di cerchiatura, ACM propone il confronto fra il momento resistente dovuto alla reazione della muratura nella zona di ammorsamento della trave, e il momento di progetto di nodo corrispondente allo spostamento corrispondente allo stato limite ultimo della parete. Il comportamento shear-type è garantito quando il momento resistente è superiore al momento di progetto. Si osservi che il momento resistente non dipende solo dal prolungamento della trave nel muro, ma anche dallo spessore della parete e dalla resistenza a compressione della muratura.

Se l'architrave non è prolungata (o non lo è sufficientemente) nel muro adiacente o la resistenza a compressione della muratura nella zona di ammorsamento è scarsa, il blocco della rotazione al nodo colonna-trave non è garantito, ed è opportuno evitare l'ipotesi shear-type. 
In tal caso, al nodo si consente la rotazione nel piano verticale, e di conseguenza il giunto viene classificato considerando anche le componenti di base relative alla trave. 

Si osservi che normalmente nelle strutture intelaiate in acciaio il giunto viene studiato per l'unione fra una colonna e una trave che viene collegata alla colonna, ad es. bullonata attraverso una piastra. Nel caso particolare del telaio di cerchiatura, il nodo si presenta ruotato di 90°, in quanto è la colonna che viene collegata alla trave. La trave attraversa con continuità la sommità della colonna stessa, fino a prolungarsi entro la muratura nella quale si appoggia. Nel caso di un giunto bullonato con piastra, la piastra è saldata in sommità alla colonna, e il collegamento bullonato si realizza attraverso i fori della piastra e quelli predisposti nell'ala della trave. 
In conseguenza di ciò, le illustrazioni che corredano il testo normativo di riferimento (EuroCodice EN 1993-1-8), riferite al giunto 'trave con piastra/colonna', devono essere pensate ruotate e cioè riferite al giunto 'colonna con piastra/trave'. 

L'analisi del collegamento (giunto) fra colonna e trave consiste nella classificazione del giunto in funzione della rigidezza rotazionale e della capacità portante flessionale.

Classificazione in funzione della rigidezza rotazionale:
1. rigido. Gli elementi sono collegati con continuità: non sono consentite rotazioni relative tra colonna a trave;
2. semi-rigido. Nello schema statico del telaio, al giunto corrisponde una cerniera con molla rotazionale: il giunto consente una rotazione relativa tra colonna e trave e nello stesso tempo trasmette azione flettente;
3. cerniera. Colonna e trave sono collegati con una cerniera interna che consente rotazioni relative senza trasmettere momento flettente.

Classificazione in funzione della capacità portante flessionale:
A. giunto a completo ripristino di resistenza. Il momento resistente del giunto è superiore a quello degli elementi collegati; la cerniera plastica si forma nell'elemento strutturale più debole;
B. giunto a parziale ripristino di resistenza: la cerniera plastica si forma nel giunto. Il giunto deve avere capacità rotazionale sufficiente per consentire lo sviluppo della cerniera plastica;
C. giunto a cerniera: il nodo di collegamento fra colonna e trave non può essere sede di plasticizzazioni.  

Poiché la curva di capacità del telaio viene definita mediante un'analisi elasto-plastica, sarà possibile adottare per il giunto un comportamento bilineare (elastico-perfettamente plastico), seguendo §5.1.4 EN 1993-1-8.


 

Ai giunti è dedicato un documento specifico contenuto nella manualistica a corredo di ACM: Giunti nei telai di cerchiatura (nell'immagine seguente è riportato un estratto dal documento, consultabile anche dall'ambiente ACM attraverso l'help in linea).


 

GESTIONE DEI CARICHI

Tutti i carichi definiti dall'Utente vengono suddivisi nel seguente modo:
a) Combinazione fondamentale (SLU), per analisi statica, verifiche di resistenza;
b) Combinazione rara (SLE), per analisi statica, verifiche di deformabilità;
c) Combinazione sismica, per le verifiche sismiche.

I carichi in input contengono i coefficienti moltiplicativi di combinazione, e possono essere calcolati attraverso un apposito foglio di Excel, cui si accede dalla finestra Cerchiature.
Per l'eventuale carico concentrato che influisce sull'architrave, viene descritto in dettaglio il contributo a sollecitazioni e deformazioni, a seconda della sua posizione e del fatto che si consideri o  meno la diffusione dei carichi corrispondente al triangolo di scarico sovrastante l'architrave.


 

Ogni verifica riporta l'analisi dei carichi corrispondente.
Per architrave in acciaio: verifica di deformabilità dell'architrave (verifica dello spostamento verticale massimo, o freccia), con riferimento alla combinazione caratteristica (rara) (cfr. (2.5.2) in §2.5.3). La freccia, rapportata alla luce dell’architrave stessa, deve essere inferiore al limite specificato nei dati (normalmente 1/500 della luce; l’architrave è una membratura direttamente caricata da muri sovrastanti).
Per architrave in calcestruzzo armato (§4.1.2.2): verifica di deformabilità (§4.1.2.2.2) e verifica delle tensioni di esercizio (§4.1.2.2.5).

CRITERI DI DEFINIZIONE DELLE ZONE RIGIDE

Per la definizione delle zone rigide, oltre alla possibilità di specificare valori numerici a piacere nei campi in input dei Dati Maschi, ACM offre alcune importanti funzioni preimpostate, rese disponibili da appositi pulsanti di comando della scheda Aperture-Maschi dei Dati Pareti.


In particolare, sono possibili le seguenti preimpostazioni:
- zone rigide secondo il metodo di diffusione a 30°, tenendo conto degli spigoli delle aperture e degli estremi delle pareti; le zone rigide, secondo questa metodologia non corrispondono esattamente all'intersezione fra le linee di diffusione a 30° e l'asse baricentrico della parete ma sono leggermente inferiori, secondo la legge di definizione dell'altezza efficace (metodo del prof. Dolce);
- zone rigide corrispondenti ai pannelli di nodo (=intersezioni geometriche tra maschi e fasce);
- zone rigide nulle.
Un comando apposito consente il controllo sul superamento da parte delle zone rigide di 1/3 dell'altezza del maschio: si ritiene in generale che un'estensione eccessiva delle zone di irrigidimento non sia realistica. 

NICCHIE E CAVITA'

Oltre alle aperture vere e proprie, è possibile modellare nella parete nicchie e cavità il cui effetto è l'indebolimento della resistenza dei maschi murari intercettati.
Questa funzionalità di ACM è particolarmente importante, in quanto in molti casi le pareti murarie sono oggetto di alloggio di impianti o di incassi che riducono localmente lo spessore resistente: tali nicchie o cavità non determinano una diversa suddivisione della parete in maschi murari, ma hanno l'effetto di ridurre la sezione dei maschi stessi.
Uno specifico algoritmo scansiona orizzontalmente ogni maschio intercettato da nicchie o cavità alle sue diverse quote, individuando la sezione resistente più piccola determinata dalle riduzioni locali di spessore.  In conseguenza di ciò, i parametri meccanici del maschio (rigidezza, forza ultima) subiscono una modifica peggiorativa. 



 

Corrispondentemente, nel passaggio da uno Stato Attuale con nicchie e cavità ad uno Stato di Progetto dove esse vengono almeno parzialmente richiuse, è possibile con ACM quantificare il miglioramento del comportamento sismico della parete.



CARICHI SULLA PARETE. ANALISI STATICA

La figura seguente mostra: a sinistra, la definizione dei carichi per la parete; sulla destra, i risultati dell'analisi statica non sismica, con le massime tensioni nei maschi murari e con il confronto fra lo Stato Attuale e lo Stato di Progetto.


 

Sotto l'azione dei soli carichi verticali (carico in sommità e peso proprio), i maschi murari vengono analizzati a Stato Limite Ultimo facendo riferimento alle sollecitazioni determinate dai carichi agenti nella Combinazione fondamentale (D.M. 14.1.2018: (2.5.1) in §2.5.3). 
La tensione statica alla sezione di base della luce deformabile del maschio viene confrontata con la tensione di progetto a compressione data dalla resistenza media a compressione, divisa per il coefficiente parziale di sicurezza del materiale γM e per il fattore di confidenza FC.
Per i maschi murari reagenti affiancati da telai di cerchiatura il carico applicato in sommità della parete viene così ripartito: la parte corrispondente al maschio è sostenuta dal maschio stesso, mentre quella corrispondente al telaio viene scaricata sui maschi adiacenti oppure in alternativa si considera applicata ai soli montanti del telaio, a seconda dell'opzione specificata in input.

INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO SULLA MURATURA

Per le caratteristiche fisiche e meccaniche della muratura costituente la parete è possibile fare riferimento alla Normativa vigente. Nella Circ. 7 del 21.1.2019, in §C8.5.3.1, la Tab.C8.5.I fornisce valori di riferimento per parametri meccanici (resistenze e moduli di elasticità) e peso specifico; per ogni singolo maschio murario, i parametri possono essere modificati dall'applicazione dei coefficienti correttivi proposti in Tab.C8.5.II attraverso i quali si rappresentano varie tecniche di intervento. 
L'Utente ha in ogni caso il completo controllo di tutti i parametri meccanici

Nell'esempio in figura seguente (tratto dal Manuale, cui si rinvia per i dettagli) ACM viene utilizzato per lo studio del comportamento di una parete dove il consolidamento viene realizzato non con l'inserimento di un telaio di cerchiatura, ma attraverso la tecnica dell'intonaco armato.
Quando si modifica l'assetto della parete, ad esempio attraverso la realizzazione di una nuova porta oppure lo spostamento e/o allargamento di una porta esistente, l'intonaco armato fornisce una soluzione per lo Stato di Progetto alternativa al telaio chiuso di cerchiatura (ferma restando ovviamente la necessità di architravare adeguatamente la nuova apertura). 
In tal modo il miglioramento in termini di rigidezza, resistenza e capacità di spostamento viene conseguito mantenendo l'omogeneità del materiale: si evita di fare affidamento su elementi strutturali di diversa natura (i montanti di telaio), la cui connessione con la muratura può avere margini di incertezza, e si estende l'intervento ad un'ampia parte della superficie muraria, non limitata alla sola zona dell'apertura.
Ovviamente, la realizzazione dell'intonaco armato può riguardare anche maschi adiacenti ad una apertura rinforzata con telaio.
Con ACM possono inoltre essere studiati casi di forometria invariata tra Stato Attuale e Stato di Progetto, semplicemente al fine di valutare l'entità del miglioramento conseguito attraverso la tecnica dell'intonaco armato.



 

L'esempio propone un intervento di tipo tradizionale con betoncino armato.
La parete oggetto di intervento ha le seguenti caratteristiche:
- muratura in pietrame a spacco con buona tessitura, con livello di conoscenza LC1 (si fa riferimento al corrispondente fattore di confidenza FC=1.35).

Nello Stato Attuale è presente un'apertura (porta): nello Stato di Progetto viene spostata, allargata e alzata. Lo spostamento avviene con riempimento del vano esistente mediante muratura compatibile con la tipologia originaria, pertanto nello Stato di Progetto alla zona a destra (comprendente la parte di muratura reintegrata) vengono attribuite le caratteristiche del materiale originario. 
I due maschi murari dello Stato di Progetto vengono caratterizzati da resistenze e moduli di elasticità amplificati attraverso il coefficiente 1.5 attribuito dalla Normativa vigente all'intervento di intonaco armato. Le zone rigide dei maschi murari sono state valutate applicando il criterio di diffusione a 30°, sia allo Stato Attuale sia allo Stato di Progetto.

Nello Stato Attuale la resistenza della fascia è caratterizzata da un valore praticamente nullo in quanto è assente un elemento resistente a trazione efficacemente accoppiato alla fascia, e la muratura ha tipologia irregolare (caso diverso dalla tipologia regolare, per la quale è invece calcolabile secondo [C8.7.1.15] una resistenza a trazione che implica quindi una capacità a pressoflessione non nulla).
La resistenza a pressoflessione nulla della fascia implica, sotto azione orizzontale crescente, la formazione immediata di una cerniera in sommità della luce deformabile del maschio.
Nello Stato di Progetto, nella verifica della fascia è stata considerata la pressoflessione con il meccanismo corrispondente alla presenza di un elemento teso (l'architrave).




Il confronto fra le curve di capacità globali allo Stato Attuale e allo Stato di Progetto, riportato in figura, fornisce i risultati della verifica di sicurezza, soddisfatta. 
Nello Stato di Progetto la capacità deformativa dei maschi rinforzati con intonaco armato è stata incrementata del 30% rispetto ai valori di riferimento, ottenendo un drift a pressoflessione pari a 1.30 e a taglio pari a 0.65: ciò si può considerare maggiormente aderente alla capacità di spostamento della parete consolidata con rete in acciaio. In ogni caso, l'Utente ha il controllo dei valori del drift ultimo.

COMPORTAMENTO DI MASCHI E FASCE

I diagrammi di comportamento dei singoli elementi murari sono elastoplastici di tipo bilineare o trilineare
Nel caso di comportamento trilineare si può avere una riduzione della rigidezza (rigidezza fessurata) per effetto della parzializzazione a flessione; nel caso di comportamento bilineare, è possibile specificare la rigidezza fessurata che, data la bilinearità, agisce fin dalla configurazione statica iniziale.
La forza ultima è determinata dalla minima forza resistente fra PressoFlessione e Taglio; lo spostamento ultimo allo stato limite di collasso SLC viene generalmente assunto, a meno di moti rigidi del pannello, pari a 0.5%H in caso di crisi per taglio (per fessurazione diagonale o per scorrimento) e 1.0%H in caso di crisi per PressoFlessione.
In ACM lo spostamento ultimo dei maschi murari può essere calcolato secondo 3 modalità alternative: drift su luce deformabile, drift su altezza di interpiano del pannello, duttilità (rapporto tra spostamento ultimo e spostamento elastico).



 

In ACM è possibile attivare la verifica delle Fasce murarie, elementi orizzontali posti sopra le aperture e aventi funzione di collegamento fra i maschi. 
Seguendo le indicazioni normative (D.M. 14.1.2018: §7.8.2.2.4 e Circ. 7 del 21.1.2019: §C8.7.1.3.1.1), i meccanismi resistenti per la fascia sono a pressoflessione e a taglio. 
Il comportamento di un maschio murario viene così condizionato dalla resistenza delle fasce murarie che vi incidono.

CURVA DI CAPACITA' DELLA PARETE. VERIFICA SISMICA

Le curve di capacità dei singoli maschi murari vengono composte per ottenere la curva di capacità globale, sulla quale vengono individuati gli spostamenti agli stati limite SLC, SLV e SLD, determinati in base alle indicazioni di §C8.7.1.3.1 (Circ. 7 del 21.1.2019).



 

L’analisi viene condotta separatamente per lo Stato Attuale e per lo Stato di Progetto, e in ognuno dei due casi viene costruita la curva forza-spostamento (curva di capacità della parete).
La curva consente la definizione dei parametri necessari per la verifica di sicurezza: 
-  la rigidezza è pari alla rigidezza elastica iniziale del sistema reale;
-  la resistenza è pari alla forza massima sostenibile dal sistema reale prima del raggiungimento dello Stato Limite Ultimo SLC;
-  la capacità di deformazione, pari allo spostamento corrispondente al raggiungimento dello Stato Limite, può essere definita per SLV e, ove richiesto, per SLD. 
Sulla curva pushover (curva forza-spostamento), lo Stato Limite Ultimo SLC coincide con il punto caratterizzato dallo spostamento corrispondente ad un taglio alla base residuo pari all'80% del massimo (riduzione del 20%), mentre lo Stato Limite Ultimo SLV resta definito da uno spostamento pari a (3/4) dello spostamento corrispondente a SLC. 
Lo spostamento allo Stato Limite di Esercizio SLD è il minore fra lo spostamento a cui tutti i maschi hanno raggiunto la forza ultima e lo spostamento al limite elastico della bilineare equivalente, e comunque non può essere minore dello spostamento per il quale si raggiunge un taglio globale pari a (3/4) del taglio globale massimo.

I risultati sono esprimibili sotto forma di Coefficienti di Sicurezza, dati dal rapporto tra valore nello Stato di Progetto e valore nello Stato Attuale. 
Per la rigidezza, uno scarto maggiore del valore di riferimento (in genere: 15%) richiede l'inquadramento nell'ambito degli Interventi di Miglioramento e non della Riparazione locale. 
Altri parametri (resistenza, capacità di deformazione) non devono mostrare modifiche significative, requisito che può essere identificato con il controllo che le capacità allo Stato di Progetto non siano peggiori rispetto allo Stato Attuale. In ogni caso, varie opzioni in input consentono impostazioni personalizzate: ad esempio, è possibile definire limiti di riferimento anche per la variazione di resistenza.

Se la verifica derivante dal confronto diretto tra le curve di Progetto e Attuale è soddisfatta, l'intervento può essere inquadrato come Riparazione Locale e non vi sono ulteriori operazioni da svolgere.

Se invece l'intervento non può essere qualificato come Riparazione Locale (§C8.4.3), ma i parametri di controllo considerati non presentano peggioramenti rispetto allo Stato Attuale, l'intervento può essere qualificato come Miglioramento (§8.4) e l'analisi locale della parete può essere considerata esaustiva, a condizione che il solaio che si imposta sulla parete non sia rigido (solai rigidi richiedono un'analisi 3D dell'edificio).

Nei casi in cui l'analisi locale non può essere considerata esaustiva, occorre un'analisi globale dell'edificio. Il software Aedes consente lo studio del comportamento dell'edificio dove una o più aperture sono consolidate con telai di cerchiatura attraverso PCM. 
I telai di cerchiatura, insieme a tutte le altre tipologie di intervento, vengono ridefiniti direttamente in ambiente PCM, e concorrono alla risposta globale dell'edificio insieme a tutti gli elementi resistenti, in muratura o altri materiali.

INTERVENTI CON CERCHIATURE E ANALISI GLOBALI


 

Qualora l’intervento di inserimento di uno o più telai di cerchiatura non soddisfi i requisiti richiesti agli interventi di tipo locale, è necessaria un’analisi del comportamento globale dell’edificio.
Gli Utenti Aedes di ACM e PCM (con versioni della medesima annualità) possono inserire cerchiature anche nei modelli strutturali globali, considerando così in modo semplice e corretto il contributo che i telai di rinforzo forniscono all’edificio nel suo complesso.


In un’apertura di un muro di PCM è possibile agire sulle Proprietà dell’Apertura per inserire telai in acciaio, in cemento armato o misti, ad esempio: montanti in cemento armato e architrave in acciaio. I profili metallici possono essere semplici o accoppiati (in uno o in entrambi i piani di flessione), ed è prevista la possibilità di introdurre un montante intermedio. Per le membrature in acciaio, i momenti di plasticizzazione possono essere specificati direttamente nei nodi iniziale e finale: in tal modo è possibile considerare lo snervamento corrispondente ad un giunto a minore resistenza rispetto al profilo collegato. Per gli elementi in cemento armato, viene elaborato il dominio di resistenza, che in base alla sezione e alle armature definisce il momento resistente dell’elemento strutturale (trave o colonna).